Attacco al primato materico delle donne

Ott 26, 2025 | Transumananze | 0 commenti

Diventano sempre di più le femministe che denunciano la connivenza sinistra tra un progressismo improbabile e mercificato e l’antico progetto alchemico di creare la vita senza le donne. Il nuovo volto del patriarcato si nasconde dietro transizioni– passaggi da un sesso all’altro, dalla sovranità del corpo alla cavia, dalla carne...

Diventano sempre di più le femministe che denunciano la connivenza sinistra tra un progressismo improbabile e mercificato e l’antico progetto alchemico di creare la vita senza le donne. Il nuovo volto del patriarcato si nasconde dietro transizioni– passaggi da un sesso all’altro, dalla sovranità del corpo alla cavia, dalla carne e dal sangue alla macchina etero diretta – e  transazioni – enormi somme di denaro che gli Stati consegnano a Big Farma per vaccini improbabili, compravendite di bambini che arricchiscono le cliniche della GPA, progetti di resort in zone bonificate dagli esseri umani. È il canto del cigno di un’umanità persa dietro al sogno maschile di dare la vita e affossare, una volta per tutte, il primato materico delle donne.
In un’intervista del 12 maggio 2024 (reperibile qui), Jennifer Bilek introduce l’argomento del transumanesimo che viene veicolato dal transgenderismo.

Jennifer Bilek è una giornalista d’inchiesta che vive a New York City e che da oltre dieci anni fa ricerca sul denaro e sul potere che si celano dietro l’industria del genere. I suoi lavori escono in una miriade di pubblicazioni, sul suo blog, su Twitter, Gettr, LinkedIn, Spinster.xyz, su questo Substack e nel suo nuovo libro:Transsexual Transgender Transhuman/Dispatches from the 11th Hour. Ed è anche pittrice.

1. Jennifer, puoi parlarci un po’ del tuo background e del percorso che ti ha portato a diventare una giornalista investigativa che si occupa dell’intersezione tra capitalismo, tecnologia e identità di genere?
Sono una giornalista investigativa con un passato nell’attivismo politico e nell’arte. Mi sono battuta per i diritti delle donne fin da quando avevo vent’anni e in seguito mi sono impegnata in campagne per la salvaguardia dell’ambiente.
Mi sono fatta strada come giornalista durante il movimento Occupy Wall Street. Un’altra artista e amica, che sapeva che ero una scrittrice, mi ha chiesto di fare un articolo in concomitanza con il suo reportage fotografico sull’accampamento di Wall Street a New York, dove vivo. È stato un periodo elettrizzante, con l’opinione pubblica di tutti gli schieramenti politici che si confrontava sugli abusi finanziari che stavano rovinando il nostro paese. Il movimento, per quanto carico di energia, non era molto organizzato e si è rivelato instabile. Dopo l’irruzione nei campi, per chiuderli, i circoli di attivisti sembrarono assumere un atteggiamento piuttosto maccartista nei confronti dei discorsi non “politicamente corretti”. Divenne particolarmente evidente a proposito della questione dell’ideologia di genere, che stava appena venendo alla ribalta. Improvvisamente c’erano persone “trans” dappertutto e nessuno poteva discuterne con un minimo di critica senza incorrere in una tempesta di cancellazioni, impedimenti a parlare negli eventi, gogna mediatica, censura dei propri libri e articoli, ecc.
In America abbiamo un cosiddetto diritto costituzionale alla libertà di parola, che è stato sotto attacco per alcuni anni, ma la cosa si stava aggravando in modo significativo. Volevo capire perché stava accadendo proprio su questo tema e soprattutto perché quest’ideologia voleva impedirci di parlare di femminilità e dei diritti delle donne.
Miliardari e fondazioni alla guida dell’agenda “transgender”
2. La sua inchiesta ha portato alla luce che i miliardari e le loro fondazioni, come la Arcus Foundation di Jon Stryker e la Tawani Foundation di Jennifer Pritzker, stanno guidando l’agenda “transgender”. Perché, secondo lei, questi ricchi individui stanno investendo così tanto su questa tematica?
La mia ricerca indica che l’ideologia di genere è stata avviata da singole persone, famiglie e banche ricche e influenti, che hanno investito nell’industria medico-tecnologica per creare malleabilità nelle generazioni a venire, preparandone l’adattamento agli sviluppi offerti dalla riproduzione tecnologica e facendo sì che i giovani iniziassero a pensare a se stessi come parti per questa industria, condizionandoli a vedere le loro realtà sessuate come merci: seni, peni, cervici, uteri, vagine, ormoni, cromosomi, geni, sperma, ovuli, invece di sistemi biologici interi e integri.
3. Come sono riuscite queste fondazioni a influenzare la politica, le istituzioni mediche e le narrazioni culturali sull’identità di genere?
La maggior parte delle persone non si rende conto delle dimensioni di Big Pharma e del fatto che si tratta di un sistema globale. C’è chi sostiene che sia più grande dell’apparato militare. Big Pharma e Big Tech stanno portando avanti questa agenda e usano il movimento per i diritti LGB sia come copertura sia come ambiente in cui la tecnologia sta usurpando la riproduzione e la sessualità umane.
Le persone LGB e quelle che vengono sterilizzate in nome di quest’ideologia, al momento vengono ospitate sotto un ombrello di diritti umani e creano un bacino di utenza per la riproduzione tecnologica. Le più grandi organizzazioni LGBT, fondate da miliardari dell’industria medico-tecnologica, hanno versato mezzo miliardo di dollari ciascuna nelle casse delle associazioni LGBT più piccole e nelle nostre istituzioni, per garantirsi e coltivare la loro accettazione dell’ideologia di genere. Hanno contribuito a legare saldamente un’ideologia di dissociazione dal corpo, facendola passare come progressista, al quadro giuridico già consolidato dei matrimoni tra persone dello stesso sesso e hanno devoluto un massiccio finanziamento filantropico allo scopo.
Poi c’è la campagna per i diritti umani, che è finanziata da tutti coloro che investono in questa agenda. Funziona in modo simile ad altre agende di rating per la valutazione di sostenibilità (ESG) e per la diversità, l’equità e l’inclusione (DEI), ma in particolare serve a controllare la narrazione sulla sessualità umana e sul sesso riproduttivo. Il bacino di utenza del marketing LGBT è di circa 4 miliardi di dollari. Si tratta di un’enorme quantità di capitale disponibile che tiene in ostaggio anche altre aziende. Se un’azienda non aderisce all’ideologia di genere, viene lasciata a piedi dal punto di vista finanziario. Tutti i giganti del settore tecnologico e farmaceutico aggiungono ulteriore sostegno, come abbiamo visto nel 2014 quando la Carolina del Nord voleva mantenere i bagni pubblici separati per sesso e garantire il rispetto per i ragazzi e le ragazze delle scuole pubbliche. Le grandi aziende tecnologiche firmarono tutte una memoria legale indirizzata allo Stato per minacciare il ritiro dei loro capitali se il Nord Carolina non avesse aderito ai nuovi dettami.
Big Pharma e l’industria medica
4. Lei ha scritto molto sulle connessioni tra l’industria farmaceutica, le corporazioni mediche e la promozione di “cure per l’affermazione di genere”. Può spiegare come queste entità traggono profitto dalla medicalizzazione dell’identità di genere?
Semplice. I flussi di entrate degli interventi chirurgici sono saliti alle stelle da quando sono stati propagandati. Le ricerche di mercato relative agli interventi chirurgici sui sistemi riproduttivi umani mostrano una crescita esponenziale a partire dal momento in cui sono stati pubblicizzati. Le statistiche di Global Market Insights affermano che il mercato è quasi raddoppiato nel 2022, passando da 319 milioni di dollari nel 2020 a 623 milioni di dollari nel 2022. Le proiezioni indicano un profitto di 1,9 miliardi di dollari per l’industria medico-tecnologica entro il 2032. Nel 2023, Market Watch ha fornito un rapporto molto diverso eseguito da Future Wise Research, un’altra piattaforma per le ricerche di mercato. Entrambe le società sono sponsorizzate dal Better Business Bureau. Per il MIC (Marketech International Corp.), Future Wise riporta un flusso di entrate di 30 miliardi di dollari entro il 2028, riguardo a questi stessi interventi chirurgici. Indipendentemente da quale piattaforma di ricerca sia corretta, entrambe riportano che la crescita del mercato degli interventi di chirurgia sessuale sintetica è da attribuire alle politiche governative favorevoli. Altri fattori chiave sono l’accessibilità e la disponibilità di centri per la chirurgia del sesso (“cliniche di genere”) e l’aumento della consapevolezza degli interventi a livello mondiale. Nessuna di queste stime considera il costo dei bloccanti della pubertà, degli ormoni sintetici del sesso sbagliato per tutta la vita, della ricerca, dell’addestramento per gli interventi speciali, delle complicazioni dovute agli interventi e ai farmaci, dei danni a lungo termine o degli interventi supplementari spesso richiesti da coloro che diventano dipendenti dal passaggio al sesso opposto, ecc. Per quanto riguarda gli affari vale la famosa frase del film L’uomo dei sogni, in cui il personaggio di Kevin Costner dice: “Se lo costruisci, verranno”. Se si costruiscono le strutture per un fenomeno culturale in cui le persone si dissociano dalla loro realtà sessuata, e poi lo si promuove con il più grande apparato di marketing che il mondo abbia mai conosciuto, è ovvio che verranno.
5. Secondo lei, quali sono le potenziali conseguenze a lungo termine della medicalizzazione della pubertà naturale dei bambini e della promozione di interventi chirurgici per la disforia di genere?
I danni dei bloccanti della pubertà e di questi interventi chirurgici sono noti fin dagli anni ‘70. È il motivo per cui l’ospedale Johns Hopkins, il primo a praticare questi assalti medici alla sana anatomia riproduttiva, ha chiuso i battenti nel 1979, constatando che gli interventi erano infruttuosi e pericolosi per la salute mentale di chi vi si sottoponeva. Gli studi condotti su persone che hanno assunto questi farmaci per altri motivi ci dicono che essi causano ogni sorta di complicazioni fisiche, dall’acne, al gonfiore degli arti, alla depressione e alle emicranie, fino alla perdita di massa ossea, ai coaguli di sangue, ai disturbi respiratori, all’edema cerebrale, alle emorragie vaginali e all’atrofia. Quando interrompiamo la pubertà dei bambini, ne arrestiamo anche lo sviluppo. Ma tutto questo svanisce di fronte all’enorme menzogna sulla vita concreta che viene venduta all’infanzia e a ciò che questo comporta per la capacità di fidarsi della realtà e dei propri sensi.
Il ruolo delle Big Tech e dei media
6. In che modo le grandi aziende tecnologiche e i conglomerati mediatici hanno contribuito alla rapida diffusione dell’ideologia dell’identità di genere?
Questo argomento meriterebbe un intero libro. Ho già detto che la maggior parte delle persone non si rende conto di quanto siano grandi Big Pharma e Big Tech, ma è ancora meno consapevole di come questi sistemi si interfaccino con i media. La maggior parte delle persone pensa che, quando va su una piattaforma per leggere una storia, sta leggendo idee e resoconti diversi. Questo non potrebbe essere più lontano dalla verità. Nei media mainstream non esistono piattaforme individuali indipendenti. I media mainstream sono costituiti da enormi conglomerati mediatici che si interfacciano con l’industria della tecnologia medica.
Prendiamo ad esempio la Disney. Qualcuno potrebbe leggere una storia sul National Geographic, che è di proprietà della Disney, un enorme conglomerato multimediale mondiale con un valore di 140 miliardi di dollari, e non soltanto un parco tematico. Posseggono centinaia di piattaforme mediatiche, tra cui il 50% di partecipazione in tre piattaforme condivise con Hearst Corporation, un altro conglomerato di mass media che commercializza l’ideologia di genere (identità sessuali sintetiche).
Nel 2018 Disney ha devoluto più di 100 milioni di dollari per finanziare ospedali pediatrici negli Stati Uniti e nel mondo. Come minimo, molte di queste strutture hanno delle cliniche di genere, tra cui il Children’s Hospital di Philadelphia, aperto un paio di anni dopo la donazione della Disney, il Blank Children’s Hospital di Des Moines (Iowa), il Texas Children’s Hospital, con varie sedi in tutti gli Stati Uniti, e il Children’s Hospital di Los Angeles.
Questo colosso economico ha finanziato inoltre un portale medico online che offre servizi di genere in molte località degli Stati Uniti, tra cui Delaware, Pennsylvania e Florida. Ebbene, sul National Geographic e sulle sue altre piattaforme la Disney promuove lo stesso messaggio – e cioè messaggi che sostengono i suoi investimenti nell’industria del gender.
7. Lei ha affrontato la censura per aver criticato quest’ideologia. Perché pensa che ci sia uno sforzo così accuratamente concertato per mettere a tacere le voci dissenzienti su questo tema?
Profitto e potere. È davvero così semplice. Chiunque interferisca con gli enormi profitti che si possono ottenere dall’aumento dell’umanità, dal mercato della riproduzione tecnologica che prevede entrate per 66 miliardi di dollari entro il 2032, da altre tecnologie invasive come l’editing genico e l’inserimento di IA sotto la pelle, per le quali l’ideologia gender sta preparando le persone, deve essere silenziato. La Silicon Valley, prevedendo la nostra fusione con la tecnologia, fin dagli anni ’90 sta promuovendo l’idea di creare dio con la sua tecnologia. Yuval Harari, Martine Rothblatt, Elon Musk e altri non nascondono le loro ricerche o gli sviluppi verso i fini che hanno previsto. Vogliono cambiare la nostra specie e le nostre società, per assecondare tecnologie avanzate che ci dissocino dal mondo vivente naturale e creino un’esistenza robotizzata e virtuale che considerano superiore.
La cancellazione dei diritti delle donne
8. Una delle tendenze davvero preoccupanti che lei ha evidenziato è la cancellazione dei diritti delle donne nel linguaggio e nella legge. Può fornire alcuni esempi di come sta avvenendo e quali sono le implicazioni per le donne?Ancora più importante è la cancellazione della femminilità nella realtà materiale, che le leggi e la cancellazione del linguaggio stanno contribuendo a consolidare. L’obiettivo dell’industria medico-tecnologica è quello di usurpare il potere femminile di gestazione della specie tramite la tecnologia. È un tentativo di cancellarci dalla realtà materiale. Le donne fanno la parte del leone nella responsabilità riproduttiva. Il sesso riproduttivo viene decostruito per il mercato: ovuli, cervici, ormoni, seni, uteri, ecc. È per questo che le donne vengono ridotte a termini come “nutrici del petto”, “corpi che partoriscono”, “portatrici di cervice”, ecc. Si tratta di una decostruzione letterale della realtà materiale, oltre che della legge e del linguaggio. Secondo quest’agenda, le giovani donne sono anche il gruppo di individui che oggi ha più probabilità di subire l’aggressione medica dei propri genitali e organi interni, o la loro decostruzione.
L’esaltazione delle atrocità dell’attacco medico all’apparato riproduttivo delle donne, insieme all’industria del porno che ci umilia sessualmente, rappresenta un sistema corrosivo e traumatizzante di odio diretto contro i nostri corpi. Le donne continueranno a essere colpite da quest’odio e dall’autolesionismo in modi sempre più estremi. Le giovani donne di oggi sono sotto assedio.
9. Come pensa che il concetto di “identità di genere” venga usato per minare i diritti e le tutele delle donne basate sul sesso?
L’ideologia di genere, un’ideologia di dissociazione dalla realtà sessuata, mina la femminilità prima di minare i diritti delle donne. Il primo uomo che ha indossato un abito femminile ed è stato socialmente celebrato per essersi presentato come una donna ha costituito la prima violazione. Senza l’immensa mancanza di rispetto per le donne, già pietrificata nella cultura attraverso due generazioni di industria del porno, quest’ideologia non avrebbe potuto proliferare così rapidamente né diffondersi così tanto. L’industria del porno, a partire dal primo numero della rivista Playboy (1953), avvenuto a un anno di distanza dal primo uomo in America celebrato per essersi appropriato di simulacri sintetici della biologia femminile ridotta a merce (1952), ha portato all’umiliazione sessuale e alla mercificazione delle donne su larga scala, in ogni casa. Quando gli uomini hanno iniziato la colonizzazione della femminilità con la creazione di simulacri in plastica della nostra umanità sessuata, qualsiasi rispetto per la nostra esistenza come persone era già stato così minato che le leggi che passavano a giustificare questo scempio assomigliavano sempre più a bandierine piantate per celebrare il conquistatore dopo che la terra era già stata rubata. Naturalmente, le leggi che minano i nostri diritti basati sul sesso e che ora sono in circolazione da un paese all’altro, consolidano l’impotenza della nostra resistenza a questo tipo di colonizzazione. Se non esistiamo nella lingua e nella legge, come possiamo lottare per l’integrità della nostra umanità?
Il transumanesimo e il futuro dell’umanità
10. Lei ha tracciato dei collegamenti tra la spinta per i “diritti dei transgender” e il movimento transumanista. Può spiegare cos’è il transumanesimo e come si collega alla decostruzione del sesso biologico?
Il transumanesimo, come l’ideologia gender, promuove la convinzione che gli esseri umani possano evolvere al di là dei loro attuali limiti fisici, soprattutto grazie alla scienza e alla tecnologia. Il termine transumanesimo è stato coniato da Julian Huxley, filosofo e biologo inglese, membro di spicco della British Eugenics Society. Julian era il fratello del romanziere Aldous Huxley, autore di “Il mondo nuovo”, che ha anticipato molte delle tecnologie riproduttive e di altro tipo che abbiamo sviluppato. Il transumanesimo sostiene l’uso delle tecnologie attuali ed emergenti – come l’ingegneria genetica, la crionica, l’intelligenza artificiale (IA) e le nanotecnologie – per aumentare le capacità umane e “migliorare” la nostra condizione. I transumanisti immaginano un futuro in cui l’applicazione responsabile di tali tecnologie consenta agli esseri umani di rallentare, invertire o eliminare il processo di invecchiamento, di ottenere un corrispondente aumento della durata della vita umana e di potenziare le capacità cognitive e sensoriali. Il movimento sostiene che gli esseri umani con capacità aumentate si evolveranno in una specie migliore che trascenderà l’umanità, in un futuro post-umano. L’eugenetica non è andata da nessuna parte, ha ricevuto un lifting nel movimento dell’ideologia di genere, solo che la gente non capisce cosa sta guardando perché ora indossa la veste dei diritti umani. I bambini che vengono sterilizzati con la scusa delle cure mediche sono prevalentemente autistici e con altri problemi di salute mentale. Anche i giovani gay e le lesbiche sono coinvolti in questa atrocità eugenetica. Entrambe le ideologie stanno educando le persone, soprattutto i giovani, a pensare a se stessi come parti, merci per il mercato, invece che come sistemi biologici interi collegati al resto del mondo biologico. Queste ideologie ci preparano a una maggiore dipendenza dalla tecnologia e all’alienazione dal mondo vivente di cui facciamo parte e con cui dovremmo vivere in mutualità.
11. Alcune delle figure chiave di cui ha scritto, come Martine Rothblatt, prevedono un futuro in cui gli esseri umani trascenderanno la biologia e si fonderanno con la tecnologia. Come pensa che questa visione si colleghi all’attuale narrazione dell’identità di genere?
Uomini adulti, in posizioni di potere nella società, che promuovono l’idea che loro e altri uomini possono essere donne se dicono di esserlo, stanno investendo nel futuro delle tecnologie riproduttive e usano il vile denaro per minacciare le società affinché si conformino alla narrazione di disincarnazione promossa dall’ideologia di genere. La Human Rights Campaign è una di queste organizzazioni che lavorano, come altri sistemi ESG e DEI, per monitorare i comportamenti aziendali e l’accettazione dell’ideologia da parte delle organizzazioni. Il gruppo di consumatori LGBT vale oltre 4 miliardi di dollari.
Chiunque non si conformerà ai dettami dell’ideologia di genere, sarà lasciato fuori, nel vuoto finanziario. Ancora una volta, l’ideologia è un apparato politico di preparazione per allontanare la società dalla realtà biologica (più di quanto non lo sia già) e farle accettare prontamente i nuovi sviluppi tecnologici – e questo soprattutto per quanto riguarda i bambini.
L’abbraccio della sinistra all’ideologia di genere
12. Molti a sinistra hanno abbracciato l’identità di genere come una causa di diritti civili, spesso senza mettere in discussione gli interessi corporativi che vi stanno dietro. Secondo lei, perché è successo e cosa direbbe a coloro che considerano la critica all’ideologia di genere una posizione di destra?
Questo è il risultato del marketing aziendale dell’ideologia venduta come progressista. Con un colpo di genio politico, chi è al potere e guida l’ideologia ha sfruttato la preoccupazione per le persone LGB per farne un’arma contro la società. In parte si tratta di un progetto, ma in parte di un’evoluzione del marketing. Le grandi aziende devono aprire i mercati del capitalismo se vogliono crescere. Se io vendo make-up e lo vendo solo in 4 colori, quando la prossima azienda di make-up produrrà 10 colori venderà più di me, quindi le aziende devono espandersi o implodere. Dopo la crisi dell’AIDS, l’LGB è diventato un gruppo di riferimento per il marketing. Improvvisamente sono nate crociere, banche, librerie, caffè, avvocati e città gay.
Se si ha solo una specie sessualmente dimorfica, non si può aprire il mercato di quella che è diventata un’identità sessuale con regole consolidate, ma con l’’identità di genere… si può rompere il confine tra maschio e femmina e aprire il mercato dell’identità sessuale. Con il problema dell’AIDS, l’industria medica si è coinvolta con questa utenza e non l’ha più abbandonato. Con i farmaci contro l’AIDS hanno fatto soldi a palate. Quando l’epidemia è stata messa sotto controllo, la perdita è stata enorme. Entrare nel transessualismo, ridisegnarlo per i giovani, è stato il marketing per una nuova fonte di guadagno.
Resistenza di base
13. Nonostante l’immenso potere e l’influenza delle forze che spingono l’ideologia gender, stiamo iniziando a vedere una maggiore resistenza di base. Quali sono gli sviluppi più incoraggianti che ha visto su questo fronte?
Non sono ancora particolarmente ottimista, anche se capisco che alcuni possano esserlo. Certo, i vari paesi europei che denunciano farmaci e interventi chirurgici prescritti ai minori di 18 anni sono un buon passo, ma se l’ideologia di rifare la specie umana rimane intatta, siamo tutti a rischio. Non possiamo continuare a concentrarci sulla soddisfazione dei desideri individuali fino alla violazione della biologia umana, ignorando l’eugenetica in gioco in queste pratiche. L’ambiente biologico, di cui siamo parte intrinseca, non è qualcosa da sezionare, tagliare in parti e rimodellare per la nostra gratificazione. È un sistema che porta i doni più grandi a coloro che lo rispettano. Dobbiamo disinvestire dalla tecnologia e reinvestire nel mondo naturale, o stiamo solo anticipando la nostra inevitabile distruzione.
14. Quale consiglio darebbe a genitori, detransizioniste/i e a chi si esprime contro i danni causati dall’ideologia dell’identità di genere?
Stamattina ho letto uno splendido tweet, che ho inserito tra i preferiti, della giornalista Abigail Shrier. Ha scritto: “Ciò di cui i bambini hanno realmente bisogno? Meno terapia, meno tecnologia, meno diagnosi. Più tempo all’aperto, esercizio fisico, indipendenza, libertà autentica, più tempo con gli altri. Aspettative più alte per la loro condotta e i loro risultati. E di concentrarsi su qualcosa di diverso dalle loro emozioni!”. Non potrei esprimere meglio questo concetto. Queste cose sono essenziali per un’infanzia sana e per una sana esistenza da adulti. Ma ahimè, siamo dipendenti dalla tecnologia e distratti dall’intrattenimento e dalla propaganda. Come ho detto, non sono tanto ottimista da credere che potremo uscirne. Scrivo perché spero di sbagliarmi.
Conclusione
15. Su cosa si sta concentrando attualmente il suo lavoro e come possono le persone rimanere informate sulle sue ricerche e analisi in corso?
Continuerò a contribuire a collegare i punti tra transessualismo e transumanesimo. Se vogliamo sviluppare strategie di successo, dobbiamo capire a cosa stiamo assistendo. Dato che si tratta di un’organizzazione globale e assoluta, non credo che sarò mai a corto di cose da scrivere. Attualmente la più grande organizzazione sviluppata per combattere l’ideologia di genere ricrea il problema delle associazioni LGBT che guidano l’ideologia. Genspect, un nuovo tipo di gruppo LGBT, che ha la pretesa di resistere all’ideologia gender, utilizza lo stesso linguaggio, le stesse offuscazioni e le stesse identità mediche, che convincono le persone che i giovani stiano vivendo un problema medico, ma è una trappola: il loro è un problema di indottrinamento.

Pittura di Jennifer Bilek (sul suo sito https://www.jenniferbilek.com/)

 

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *