Visioning a matriarchal future

Ago 4, 2025 | Matriarcato e Femminismo | 0 commenti

Discorso di Heide Goettner-Abendroth all’apertura del Festival Matriarchy for Future 6 Luglio 2025

Discorso di Heide Goettner Abendroth al Festival Matriarchy for Future Luglio 2025

Innanzitutto, vorrei porre la questione del perché abbiamo bisogno di visioni e del perché usiamo il termine visioning (*). Dopotutto, si potrebbe facilmente considerare una cosa poco seria, un puro prodotto della fantasia senza alcun legame con la realtà. In verità, però, le persone hanno costantemente delle visioni; a volte le chiamiamo piani o progetti, il che significa che  ipotizziamo ciò che vogliamo fare. 
Le visioni sono una variante più complessa di questa attività. Possono essere molto elaborate e la loro complessità raggiunge il massimo livello quando abbracciano un intero sistema sociale. Tuttavia, non sono dogmi, ma piuttosto costrutti intellettuali dinamici che possono trasformarsi ed espandersi continuamente, a seconda di come il loro contenuto prende  forma e diventa gradualmente più tangibile. Ciò dimostra che le visioni hanno un forte rapporto con la realtà e servono essenzialmente come linee guida per le azioni future. Senza visioni, le azioni in campo politico sono portate avanti solo per il gusto di farlo e quindi hanno più probabilità di frammentarsi che di ottenere risultati. D’altra parte, questo rapporto con la realtà è essenziale per le visioni, perché senza sarebbero semplicemente sogni o addirittura illusioni. 

Ci sono due ragioni per cui la visione di un futuro matriarcale è molto importante come linea guida per le azioni future:
in primo luogo, le visioni di un futuro matriarcale non sono un pio desiderio né si tratta di utopie astratte, che  benché siano numerose non hanno un impatto profondo. Al contrario, per immaginare un Futuro Matriarcale ci si basa su società matriarcali reali del presente e del passato, che sono esistite per molto tempo e che esistono ancora in alcune parti del mondo. Esse fanno parte dell’eredità dell’umanità e forniscono basi e conoscenze precise per immaginare un futuro matriarcale;
in secondo luogo, le visioni sono estremamente necessarie in questi tempi sconvolgenti tardo-patriarcali perché senza di esse, dovremmo considerare normale questo orribile modello patriarcale di guerra, distruzione e innumerevoli sofferenze, come fosse un dato di fatto fin dall’inizio della storia umana. Questa affermazione,  che continuano a farci credere a ripetizione in diverse varianti e che sopprime ogni speranza di cambiamento delle condizioni date, ha la sua ragione di essere in quanto ideologia infida e sleale. Al contrario, sapere che le società matriarcali sono esistite molto più a lungo nella storia culturale umana rispetto a quelle patriarcali può darci la giusta energia, indirizzata al futuro, per ricostruirle. Ed è proprio questo l’obiettivo di Immaginare (visioning) un Futuro Matriarcale.

Se vogliamo parlare di un futuro matriarcale, una visione di questo tipo può fornire una guida chiara a chi sta cercando di attuare nuovi modelli matriarcali che può così rendere la propria prassi matriarcale duratura e potente. Questa visione è il tema della Politica matriarcale. Spiega come il matriarcato sia un modello culturale radicalmente diverso, una società egualitaria centrata sulla madre e basata sul consenso, che avrà un grande significato per il futuro delle donne e delle madri, e per l’umanità in generale. Vorrei parlare brevemente di ciò che questa visione potrebbe comportare.

A livello sociale, adottare il modello del matriarcato significa sfuggire alla crescente frammentazione della società, che trascina gli esseri umani in uno stato di separazione e solitudine e li rende malati e distruttivi. Significa  sviluppare strutture che favoriscano vari tipi di comunità di affinità o intenzionali, come le comuni, le alleanze di comunità di prossimità e le reti. Tuttavia, le comunità di affinità non nascono da semplici  gruppi di interesse – entità che si uniscono e si sciolgono rapidamente.  Le comunità di affinità nascono da un terreno spirituale e intellettuale comune attraverso il quale si sviluppa un clan simbolico, che dà vita a un gruppo più profondamente connesso di una semplice comunità di interessi.
Il principio matriarcale vuole che questi gruppi di affinità siano generalmente avviati, sostenuti e guidati da donne. Criteri determinanti sono i bisogni delle donne e dei bambini, che sono il futuro dell’umanità, piuttosto che le aspirazioni di potere e virilità degli uomini. Gli uomini saranno pienamente integrati nei nuovi matriclan, ma secondo un sistema di valori diverso, basato sulla cura e sull’amore reciproco piuttosto che sul potere.

A livello economico, una crescita ancora maggiore della grande industria, dell’esercito e del nostro cosiddetto “tenore di vita” non sarebbe possibile, tenendo conto del rischio di distruggere completamente la biosfera e la vita sulla Terra. Emerge qui la prospettiva di un’economia di sussistenza alternativa, locale e regionale, perché la prospettiva della sussistenza significa che le persone sono economicamente indipendenti. Le entità di sussistenza si impegnano in attività autosufficienti e indipendenti e praticano l’economia del dono tra di loro, in cui la qualità della vita ha la precedenza sulla quantità. Ciò non significa solo dedicarsi al giardinaggio e all’agricoltura locale, ma anche promuovere la comunicazione regionale, il commercio, la tecnologia e le arti. Anche la produzione di alta tecnologia è possibile a livello regionale se si pone fine al monopolio da parte delle multinazionali. Queste corporazioni cercano di rendere i popoli del mondo dipendenti non solo dalle loro tecnologie, ma anche da acqua e cibo, ovvero dalle basi stesse della vita. Tutto ciò deve assolutamente finire!
La regionalizzazione dell’agricoltura, del commercio, ecc. a vantaggio delle donne e delle loro famiglie o clan è un principio matriarcale, perché esse costituiscono la base della vita umana sulla terra.

A livello politico-decisionale, il principio del consenso matriarcale è fondamentale per una società veramente egualitaria. Può essere praticato qui e ora, immediatamente e ovunque. È lo stimolo che ispira la creazione di qualsiasi comunità matriarcale. Stabilisce un equilibrio tra donne e uomini, e anche tra generazioni, poiché sia gli anziani che i giovani possono dire la loro. Inoltre, è davvero la base della democrazia, poiché  fa vedere ciò che le democrazie formali promettono ma non mantengono.
Secondo questo principio, le piccole unità dei nuovi matriclan sono i veri responsabili delle decisioni. Tutti i movimenti alternativi cercano di praticare più o meno questo principio, accumulando così molta esperienza. Per attuare il principio del consenso in futuro, è necessario sviluppare un sistema di unità consigliari di piccole e poi grandi dimensioni, interconnesse tra di loro per arrivare a prendere decisioni a livello comunale, locale e regionale. Il principio del consenso non può essere praticato più in là della regione ma, in questa visione, le regioni indipendenti e fiorenti rimangono l’obiettivo politico.

A livello spirituale e culturale, è essenziale rifiutare tutte le religioni gerarchiche con credenze in divinità trascendenti e pretese di verità assoluta, che hanno profondamente svilito la terra, l’umanità e soprattutto le donne. Siamo piuttosto di fronte a una nuova sacralizzazione del mondo, in linea con la prospettiva matriarcale secondo cui l’intera terra e tutto ciò che include è divino. Questo porta a onorare e celebrare liberamente e creativamente la vita e il mondo visibile. In questo modo, la spiritualità matriarcale pervade la vita quotidiana e ne entra a far parte con naturalezza.

Regionalismo 
In una nuova società matriarcale, “più grande” non vuol dire necessariamente “migliore”. Vengono privilegiate le unità più piccole della società, responsabili della creazione di una politica trasparente e a misura d’uomo. Non devono diventare così grandi che la gente non riesce più a vederle in trasparenza e non riesce a partecipare alle decisioni, come accade in molti Stati nazionali e superpotenze di oggi. Ma devono essere abbastanza grandi da salvaguardare la loro autosufficienza attraverso un’economia di sussistenza e la diversità dei loro manufatti, delle loro tecnologie e delle loro arti. La dimensione ideale è quella della regione. 
A differenza dei confini nazionali, i confini di una regione non sono casuali, ma si sono sviluppati a partire dalla conformazione del paesaggio e dalle tradizioni culturali. I confini regionali si formano per decisione delle stesse popolazioni che vogliono vivere insieme sulla base di tradizioni culturali e spirituali comuni; ciò evita qualsiasi guerra di cultura o di religione. Spesso il paesaggio corrisponde ai confini culturali, perché gli sbarramenti naturali possono essere costituiti da catene montuose, fiumi, grandi laghi o dal mare, che  fissano le persone all’interno dei loro territori regionali. 
Una nuova società matriarcale non si estende oltre la propria regione; è una rete di comunità di villaggio o di quartiere nelle città. Si tratta quindi di repubbliche di villaggio e repubbliche di città reciprocamente indipendenti. In quanto tali, il principio del consenso limita le loro dimensioni.

I due volti della società
L’umanità è costituita da due parti: uomini e donne (compresi i generi diversi). Tutte le società matriarcali tradizionali hanno tenuto conto di questo fatto fondamentale, mantenendo un ordine sociale basato sull’uguaglianza complementare tra i sessi e sul loro perfetto equilibrio. Anche una moderna società matriarcale sarà impostata in questo modo.
Ciò significa che, in ogni ambito della società, donne e uomini sono rappresentati in egual misura. Nella politica matriarcale sono sempre una donna e un uomo insieme, come oratori scelti per il clan, a rappresentarlo nel mondo esterno. Lo stesso vale a livello di villaggio, città e regione: anche in questo caso, gli oratori del villaggio, della città o dell’intera regione sono sempre una donna e un uomo. Agiscono insieme, rappresentando il doppio volto della società.
E non è così solo per la politica, ma per ogni aspetto della società: per le interazioni economiche come per le cariche spirituali, per gruppi e corporazioni come quelle degli artigiani, dei tecnici, degli artisti e degli scienziati. Ogni carica è rappresentata contemporaneamente da una donna e da un uomo e quindi prevede due posizioni. Le portavoci femminili sono scelte esclusivamente dalle donne del clan, del villaggio, della città, della corporazione, mentre i portavoci maschili sono scelti esclusivamente dagli uomini. 

Cultura e spiritualità a livello interregionale
Per quanto riguarda la cultura a livello interregionale, la spiritualità mostra ancora una volta la sua grande forza di connessione. La spiritualità matriarcale non è istituzionalizzata e quindi è libera, ma non è arbitraria. Ha un fondamento che lega tutta l’umanità: la Madre Terra e il flusso della vita.
Sebbene una società matriarcale, come struttura, non possa essere costituita oltre il livello regionale, si possono creare alleanze amichevoli con altre regioni. Queste associazioni interregionali sono di natura puramente spirituale e si esprimono in modo simbolico. Ciò significa che le persone di regioni vicine possono farsi visita l’un l’altra, condividendo doni di amicizia e saperi, celebrando insieme le occasioni di festa per imparare l’una dall’altra, senza alcuna manipolazione per convincere qualcuno a cambiare il proprio modo di vivere. In questo modo si può creare una rete libera e orizzontale di regioni sorelle, completamente diversa dalle strutture statali gerarchiche e centralizzate di oggi. 
Nell’era delle moderne tecnologie di comunicazione, in particolare di Internet, queste alleanze culturali e spirituali non si limitano alle regioni vicine, ma possono spingersi fino ad altri Paesi e persino ad altri continenti. Così, una regione consorella in Europa può essere associata a una regione consorella in Sud America o in Africa o in Medio Oriente, comunicando e condividendo doni culturali via Internet. In questo modo, potrebbero nascere associazioni interregionali tra comunità , città e regioni matriarcali di tutto il mondo. 

Strutture globali
Se si vogliono risolvere i problemi globali, questi passi dal basso devono però essere integrati da strutture più complete. Queste strutture non sono “al di sopra”, poiché nelle società matriarcali non esiste un “sopra” in questo senso, ma sono semplicemente più complete. 
Gli Stati nazionali non sono più idonei: sono troppo grandi e non hanno processi politici umani e trasparenti. E, allo stesso tempo, sono troppo piccoli per risolvere i problemi globali creati dall’attuale patriarcato e lasciati ai posteri. Questo è particolarmente vero per i problemi legati alla distruzione avanzata della biosfera sulla Terra. Non è più possibile per i governi nazionali, o anche regionali, risolvere questi problemi. Essi riguardano l’intera umanità, quindi sono necessarie strategie globali per risolverli.

Niente più Stati nazionali
I governi nazionali esistenti devono essere sciolti per due motivi: da un lato per creare regioni autonome, che sono la base della vita; dall’altro in direzione di una struttura globale con uno status puramente esecutivo che non ha alcun potere statale. Tale struttura potrebbe essere un Consiglio globale, composto da  due metà: il Consiglio globale delle donne e il Consiglio globale degli uomini. Oggi l’ONU ha cercato di formare un Consiglio globale di questo tipo ma, a causa della sua struttura patriarcale che esclude le questioni delle donne e di molti popoli, e a causa dei giochi di potere delle superpotenze, non è riuscito a realizzare i suoi ideali. Si limita a continuare lo status quo patriarcale.

Nuova distribuzione della ricchezza nazionale
Una prima e fondamentale sfida è quindi quella di dissolvere la ricchezza finanziaria di ogni Stato nazionale, trasferendola prima alle regioni e dalle regioni alle comunità. Naturalmente questo non significa dare il denaro agli individui o alle istituzioni patriarcali, bensì che venga distribuito solo attraverso le comunità matriarcali. Esattamente la metà di questa ricchezza, il 50%, deve andare alle donne e l’altra metà, cioè il 50%, deve andare agli uomini delle comunità, e non più agli uomini come è comune nel patriarcato. In questo modo, ogni sesso può sviluppare la propria area della società e della regione. Poiché ogni agenzia in una nuova società matriarcale è già occupata da entrambi i sessi, questo può essere realizzato in modo indipendente da ciascun sesso. Non si tratta tuttavia di un pagamento per la maternità e il lavoro di cura delle donne (che di fatto non possono essere pagati), ma appartiene a loro in quanto sono la metà dell’umanità. Ed è un’esigua parte in confronto a tutto ciò che le donne hanno fatto gratuitamente per lunghi periodi di tempo. Questa equa divisione della ricchezza permetterebbe alle donne di smettere di elemosinare gli aiuti statali, che per loro sono notoriamente scarsi. E dovrebbe iniziare a essere erogato proprio ora per i progetti comunitari e culturali delle donne! 
Con una divisione equa della ricchezza monetaria nazionale, le donne quasi sicuramente creerebbero infrastrutture per soddisfare i bisogni sociali, con il probabile risultato di far fiorire le comunità, la sanità, la cultura e l’istruzione. E fonderebbero le proprie scuole e università, perché il loro sapere non è mai rispettato nelle società patriarcali. Praticherebbero presto l’economia del dono al di là del denaro all’interno delle loro comunità, cooperative e organizzazioni e farebbero interagire anche queste istituzioni tra loro allo stesso modo. Gli uomini non sarebbero liberi di fare ciò che vogliono con la loro parte di denaro, perché le organizzazioni di donne e uomini nelle comunità e nelle regioni sarebbero gestite in armonia dai consigli di consenso locali e regionali, secondo i valori materni.

Strutture globali per problemi globali
L’altra direzione in cui dovrebbe andare la ricchezza pubblica degli Stati nazionali sarebbe verso le strutture del Consiglio globale delle donne e del Consiglio globale degli uomini. Una percentuale concordata della ricchezza delle donne e degli uomini di tutte le regioni andrebbe a queste due metà del Consiglio globale, diretto da delegati di entrambi i sessi. Il patrimonio del Consiglio globale verrebbe utilizzato esclusivamente per risolvere i problemi globali che riguardano l’aria, l’acqua, il suolo inquinato e la vita danneggiata sulla Terra, in altre parole, per ripulirla dall’eredità di inquinamento tecnologico causato dalle potenze militari e dalle corporazioni industriali.
I membri del Consiglio globale delle donne e del Consiglio globale degli uomini sono dei delegati eletti da ogni regione e devono rendere conto alla gente che vi abita; non hanno il potere di prendere decisioni autonome al di fuori di quelle concordate nella loro regione. Moderano e coordinano le risoluzioni di tutte le regioni del mondo proprio come il consiglio regionale o locale coordina le decisioni dei matriclan.
Con queste strutture, ciò che chiamiamo “stato” si dissolve, indipendentemente dal fatto che si tratti di una monarchia, di un’autocrazia, di un cosiddetto Stato nazionale democratico, di un impero o di una superpotenza. Il concetto e l’immagine dello “stato” gerarchico, non importa quale sia la sua costituzione, sono diventati superflui. Ogni volta la storia patriarcale del dominio inizia  con la formazione  di “stati”. Con lo sviluppo di nuove società matriarcali, libere dal dominio, può iniziare una nuova storia umana. 

Il fatto che la visione di una nuova società matriarcale cambi radicalmente prospettiva è ancora più importante perché non fornisce rimedi ai problemi del patriarcato, ma piuttosto trasgredisce con forza le regole di questo sistema. 
Se guardiamo alla situazione odierna, possiamo vedere molti e diversi movimenti a cui le donne partecipano attivamente e in cui hanno ruoli importanti. Stanno sviluppando modelli non patriarcali, che possono essere interpretati come una tendenza verso una nuova società matriarcale, anche se esse stesse non sono consapevoli di questo background. Attraverso il modello matriarcale non è difficile vedere come questi movimento possano unirsi verso l’obiettivo più articolato che proponiamo qui ed eventualmente collaborarvi.
Vorrei fare alcuni esempi di movimenti che fanno riferimento ai diversi livelli della società e che già attuano alcuni modelli matriarcali.

A livello economico, svariati movimenti ecologici sono in cammino verso questo obiettivo. Sono tanti e sono ovunque. Tra loro troviamo i Movimenti  degli orti urbani e delle Città in transizione: entrambi possono avere come base il Movimento dell’Economia del dono materno, molto importante in questo contesto, e fondarsi sui numerosi circoli del dono che già esistono. Alcune donne che fanno parte di questi movimenti sono sempre più consapevoli dei modelli matriarcali che mettono in atto nelle loro attività, e tale consapevolezza sta crescendo.

 A livello sociale, esistono già molti tipi di organizzazioni collettive, come ci dimostra il Movimento delle comunità. Comunità di affinità di vario tipo si stanno diffondendo in Europa e negli Stati Uniti e in molti altri luoghi.
Molte di queste sono guidate da donne che mettono decisamente al centro le donne e le madri, come possiamo vedere nel movimento delle donne curde in Medio Oriente, o nel villaggio femminile Nashira in Colombia, e anche nella “Motherful Community”, che si concentra sulle madri single. Tutte queste comunità sono consapevoli dei valori e dei modelli matriarcali che hanno deciso di seguire. Le donne al loro interno scelgono da sole se vivere con o senza uomini; quindi esistono già varie scelte di questo tipo. Questi sono esempi entusiasmanti di donne che prendono sul serio i modelli matriarcali come base della loro vita.
Ce ne sono molti altri, e altri ancora sono in evoluzione come progetti. Al momento non li conosco tutti, ma spero di incontrarli presto. Sono i semi consapevoli di una nuova società matriarcale.

A livello politico-decisionale, tutti i movimenti alternativi sopra citati cercano di praticare il metodo del consenso matriarcale  e hanno acquisito molta esperienza in questo senso. Le donne nelle loro comunità lo praticano quotidianamente nei consigli di sole donne.

A livello spirituale-culturale, abbiamo già una grande varietà di movimenti creati da donne che hanno abbandonato le religioni tradizionali dominate dagli uomini, come il Movimento internazionale della dea e il Movimento della spiritualità matriarcale, che si sono sviluppati all’interno dei Movimenti femministi. Molte donne e alcuni uomini hanno iniziato a celebrare i cicli della terra e i cicli della vita in diverse modalità individuali. Non c’è un ordine gerarchico o un capo spirituale tra di loro e, naturalmente, non c’è alcuna attività missionaria.

Attualmente vediamo un gran numero di poteri in conflitto tra loro e non sappiamo quali saranno quelli che daranno forma al futuro. Stiamo assistendo ai tempi finali del patriarcato che sono estremamente drammatici perché minacciano la distruzione totale di interi popoli e civiltà, e anche della biosfera terrestre. Sarebbe velleitario ignorarlo.
Ma ci sono anche tenaci forze di rinnovamento, che a mio avviso vanno tutte nella direzione di nuovi modelli matriarcali. La creazione di alternative da parte delle donne che ho già citato fungono da modelli decisivi: con loro, il futuro è già iniziato!
Allo stesso tempo, la conoscenza dei modelli e delle società matriarcali si sta diffondendo rapidamente, poiché molte donne e sempre più uomini si rendono conto che è urgentemente necessaria. Viste le guerre e le catastrofi umanitarie attuali, sempre più persone vogliono conoscere un modo di vivere completamente diverso, un modello sociale differente che non sia un’utopia astratta ma che si basi su migliaia di anni di esperienza umana vissuta.
Il fatto che non sia molto pubblicizzato non dovrebbe essere un problema. Le attività delle persone alternative, soprattutto delle donne impegnate per il futuro, sono relativamente silenziose ma numerose. Non sorprende che non vi sia data visibilità nei media tradizionali, con il loro pregiudizio patriarcale, ma non dobbiamo lasciarci fuorviare da questo. Le persone alternative utilizzano i loro mezzi di comunicazione e seguono le loro strade già da molto tempo.
Vedere questo risveglio e l’azione delle giovani generazioni di donne che stanno imparando dalle loro antenate ci dà speranza. Perché le donne sono tante, sono ovunque e tantissime, sono la metà dell’umanità. Sarà grazie a loro che, un giorno, il patriarcato del presente diventerà un ricordo del passato. 

Ecco perché abbiamo bisogno di una rivoluzione matriarcale, ora! È la risposta perfetta a questa fase distruttiva del tardo patriarcato, che peggiora di giorno in giorno. 
Abbiamo bisogno di una rivoluzione matriarcale per cambiare la situazione in modo radicale. E noi abbiamo le linee guida, la visione e le conoscenze per farlo!

(*) visioning = processo di immaginazione di come si svilupperà il  futuro

Per ulteriori informazioni https://matriarchy-for-future.net/en/

Redazione Agosto 2025

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